Elenco blog personale

Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post

martedì 27 dicembre 2011

Giorni



A cosa servono i giorni?
I giorni sono dove viviamo.
Arrivano e ci svegliano
Migliaia di volte.
Sono lì per farci felici:
Dove vivere se non nei giorni?
Ah, per sciogliere questo indovinello
Il prete e il dottore
Nei loro sottanoni
Corrono come pazzi.


Philip Larkin

mercoledì 20 aprile 2011

Il cammino verso l'infinito

 
Non avere paura del mio silenzio 
Non ti voglio mai rinchiudere 
In una gabbia di parole
Ma incontrarti ogni volta come per caso
E fare un pò di strada insieme
Per condividere un sorso di vita
Con chi ha la borraccia più piena
E magari sederci sotto un albero
Ai bordi di quella che chiamano realtà
Sul nostro cammino verso l’Infinito. 
(Nicholas Bawtree)
 

giovedì 24 febbraio 2011

The hollow men




Noi siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Appoggiati gli uni agli altri
Con la testa riempita di paglia. Ahimè!
Le nostre voci aride, quando
Mormoriano insieme
Sono quiete e prive di significato
Come vento nell'erba secca
O zampe di topi su vetri rotti
Nel nostro solaio polveroso
Perimetro senza contorno, pittura senza colore,
Forza paralizzata, gesto senza movimento;
Quelli che sono passati
Con gli occhi fissi, all'altro regno della morte
Ci ricordano - se pure lo fanno - non come perdute
Anime violente, ma solo
Come gli uomini vuoti
Gli uomini impagliati.

Occhi che non oso incontrare in sogno
Nel regno di sogno della morte
Questi non compaiono:
Là, gli occhi sono
Il sole su una colonna spezzata
Là, c’è un albero che dondola
E voci
Nel cantare del vento
Più lontano e più solenne
Di una stella morente.
Non devo essere più vicino
Nel regno di sogno della morte
Devo indossare anche
Travestimenti tanto deliberati
Pelo di topo, piume di corvo, solchi incrociati
In un campo
Fare come fa il vento
Non più vicino -
Non quell’ultimo incontro
Nel regno del crepuscolo

Questa è la terra morta
Questa è la terra del cactus
Qui le figure di pietra
si sono levate, qui esse ricevono
La preghiera della mano di un morto
Sotto il luccichio di una stella morente.
Così è
Nell'altro regno della morte
Destarsi soli
Quell’ora in cui siamo
In un tremito di tenerezza
Labbra che vorrebbero baciare
Dicono preghiere alle pietre.

Gli occhi non sono qui
Non ci sono occhi qui
In questa vallata di stelle morenti
In questa vuota vallata
Questa mandibola spezzata dei nostri regni perduti
In questo che è l’ultimo dei ritrovi
Vaghiamo insieme
Ed evitiamo parole
Ammassati su questa sponda del fiume gonfio
Senza vedere, finchè
Gli occhi non ricompaiano
Come la stella perenne
Rosa multifogliata
Del regno di crepuscolo della morte
Speranza soltanto
Di uomini vuoti.

Facciamo un giro intorno
Al fico fico spinoso
Facciamo un giro intorno
La mattina alle cinque la mattina.
In mezzo tra l’idea
E la realtà
In mezzo tra la volontà
E l’azione
E’ l’Ombra
Perché Tuo è il Regno
In mezzo tra il concepimento
E la creazione
In mezzo tra lo stimolo
E la reazione
E’ l'Ombra
La vita è lunghissima
In mezzo tra il desiderio
E lo spasmo
In mezzo tra la potenza
E l’esistenza
In mezzo tra l’essenza
E la discendenza
E’ l'Ombra
Perché Tuo è il Regno
Perché Tuo è
La vita è
Perché Tuo è il
E' così che il mondo finisce
E' così che il mondo finisce
E' così che il mondo finisce
Non con un bum ma con un sospiro.

T.S.Eliot

lunedì 1 novembre 2010

The rainbow

William Wordsworth, The rainbow

My heart leaps up when I behold
A Rainbow in the sky:

So was it when my life began;
So is it now I am a man;
So be it when I shall grow old,
Or let me die!

The Child is father of the man;
And I could wish my days to be

Bound each to each by natural piety.

William Wordsworth


Traduzione:
Il mio cuore esulta al cospetto
dell'arcobaleno nascente:

come nel venire al mondo;
come nel sapersi uomo;
Così, nello scoprirsi vecchio,
o mi sia data la morte!

Il Bambino e' padre dell'Uomo
e siano i miei giorni
l'uno all'altro stretti

dal sentimento della natura.