Elenco blog personale

venerdì 24 febbraio 2012

Mettā Bhāvana


"Che io possa godere di buona salute, contentezza e pace. Che io riesca ad affrontare il male senza creare altro male. Che io possa riuscire a sgombrare la mia strada da tutti gli ostacoli. Che nessun problema mi possa turbare. Che io possa restare fedele alle mie aspirazioni. Che io possa avere anche la pazienza, il coraggio, la comprensione e la saggezza per affrontare e superare gli inevitabili problemi e fallimenti della vita."

domenica 19 febbraio 2012

Maschera



Forse la maschera è sempre esistita, se ne ha prova per alcuni ritrovamenti risalenti al Neolitico. Gli uomini delle caverne la usavano quando si dedicavano ai loro strani riti magici.
Ci sono due tipi di maschere: quelle facciali che nascondono il volto e quelle a elmo che nascondono completamente la testa. C’e’ stato un momento in cui la maschera la portavano tutti.
La maschera nel 1800 la si usava nei balli e nei festeggiamenti di carnevale.  Cinquecento anni fa gli attori della commedia dell’ arte crearono le maschere personaggio, dal servo sciocco e dall’ intrigante nacquero maschere come Arlecchino e Brighella.

In teatro mantennero a lungo questa caratteristica, finche’ il declino della Commedia dell’ Arte li allontano’ pian piano dai palcoscenici per limitare la loro presenza nei teatri dei burattini e nelle sfilate di carnevale.


Ho scelto alcuni aforismi che descrivono la maschera in senso lato.


 'Persona' definisce originariamente la 'maschera', vale a dire il ruolo interpretato dall'attore nel dramma antico e che lo caratterizza. (.....) L'essenza della personalità è senz'altro laddove la parte assunta da un individuo nell'interazione con i conspecifici non può essere assolta da un altro. La qualità costituitiva della 'persona' consiste indubbiamente nella sua insostituibilità. 
Konrad Lorenz

La vostra natura è la calma. Avete indossato una maschera di irrequietezza, ossia l'inquietudine della vostra coscienza, che trae origine dagli stimoli dei sentimenti. Voi non siete la maschera, siete il puro e calmo Spirito. 
Paramhansa Yogananda 

Una forma molto insidiosa di paura è quella che si maschera come buon senso o addirittura saggezza, condannando  come sciocchi, inconsulti, insignificanti o velletari i piccoli atti di coraggio quotidiani che contribuiscono a salvaguardare la stima per se stessi e la dignità umana.
Aung San Suu Kyi

Qualcuno ha lasciato la luna nel bagno/ accesa soltanto a metà/ quel poco che mi basta per contare i caduti, stupirmi della loro fragilità (da Al ballo mascherato)
Fabrizio De Andrè

Siamo tanto abituati a mascherarci di fronte agli altri, che finiamo per mascherarci anche di fronte a noi stessi.
Francois De Larochefoucauld

Il bene e il male sono questioni di abitudine, il temporaneo si prolunga e la maschera, a lungo andare, diventa il volto.  
Marguerite Yourcenar

 

Buon Carnevale e.....Buona Vita!!!!









domenica 12 febbraio 2012

mercoledì 8 febbraio 2012

La 'russificazione' della bella Italia


L’Italia di oggi assomiglia sempre di più alla Russia degli anni di Eltsin: un Paese segnato dall’esodo di capitale, dalla mancanza di credito e da intransigenti strutture economiche. Il governo Monti sta guardando ad un futuro alquanto difficile.
Le dimissioni di Berlusconi possono essere paragonate al crollo del muro di Berlino: per la Russia, quello storico evento segnò l’inizio di un decennio di violenza, povertà e boria geopolitica. La caduta del re del “Bunga Bunga” rappresenta per l’Italia l’implosione di un modello sociale. Il capo del Governo Mario Monti deve affrontare l’arduo compito di evitare che il 2010 italiano somigli al 1990 russo.
Come accadde in Russia, il capitale sta abbandonando il Paese. Ciò è dovuto al timore di nuove tasse – oltre a quello di una recessione economica ancora più profonda. Questa corsa agli sportelli rappresenta solo un aspetto del problema dominante che colpisce il sistema finanziario. A causa dell’aumento dei rischi riguardanti i prestiti, dal 2008 le banche hanno iniziato a far rientrare i crediti, mettendo in difficoltà economiche molte imprese medio-piccole. Inoltre, undici anni fa l’indice T della Borsa di Milano raggiunse il picco – pari a 49355 – mentre ora è diminuito del 70%.
Esito: le imprese italiane hanno bisogno di soldi, e per gli investitori c’è la possibilità di concludere buoni affari. I soldi della mafia sono a portata di mano. Le organizzazioni criminali godono di un reddito annuo di circa 135 miliardi di euro ed un utile di 70 miliardi di euro: questi capitali devono essere investiti, e l’espansione del potere andrà di pari passo con l’espansione del credito. Il rischio per l’Europa, e per la NATO in generale, è quello di affrontare le minacce di uno Stato “semi-fallito” nel cuore del Mediterraneo.
Finanziariamente parlando, l’Italia soffre di problemi di produttività. La situazione degli affari non è così deficitaria come quella della Russa degli anni ‘90, ma non è in linea con quella degli altri paesi. L’indice di competitività del World Economic Forum pone l’Italia al 48° posto al mondo; uno studio IESE-Ernst & Young sul potere di attrarre investimenti l’ha collocata al 32° posto.
Questi risultati sono dovuti ad una burocrazia italiana malsana e ad un sistema fiscale malato. Il peso delle tasse sui profitti commerciali è pari ad a uno sbalorditivo (e simil-socialista) 68,8%. Le imprese più grandi dipendono ancora dallo Stato: solo alcune non provengono da precendenti monopoli o non si basano su concessioni statali. In pratica, solamente un ristretto numero di ricchi imprenditori controlla le operazioni più importanti e i commerci. Ancora, questa situazione ricorda la Russia: criptici e rigidi esercizi commerciali rimangono al loro posto, prevenendo la nascita di nuove attività o la crescita di quelle di successo. Le poche organizzazioni fiorenti beneficeranno della nuova ondata di privatizzazioni o della vendita di grosse aziende. Una generazione di “oligarchi Italiani” potrebbe presto giungere alla ribalta, così come avvenne in Russia venti anni fa.
Cittadini disillusi accolgono sempre più l’idea di rinunciare all’Euro e di tornare alla Lira. Questa possibilità completerebbe il parallelismo tra un’Italia post-berlusconiana e la Russia successiva al 1989. Nei suoi primi mesi dopo la rinascita, la riesumata Lira verrebbe presa di mira per speculazioni finanziarie, così come accadde al rublo sotto Eltsin. La fuga di capitali subirebbe un’impennata. L’instabilità economica renderebbe impossibili le severe misure finanziarie e l’Italia stamperebbe banconote per coprire l’immenso debito. Così, come per magia, le riesumata Lira diventerebbe il rublo degli anni ‘90!
Inoltre, come nella Russia di allora, la stagnazione economica eserciterebbe un’enorme influenza sulla situazione sociale. Il debito familiare è contenuto, sebbene i cittadini italiani ricevano bassi stipendi rispetto al resto d’Europa. Aumentano povertà e polarizzazione degli introiti, mentre la mobilità sociale è notevolmente diminuita negli ultimi venti anni.
A differenza della Russia, tuttavia, l’Italia può contare su una notevole ricchezza privata, stimata tra 8600 miliardi di Euro – circa 350 mila Euro per nucleo familiare. Soltanto il 22% di questa ricchezza potrebbe ripagare l’intero debito statale. Tuttavia, alcune riforme sarebbero ancora necessarie. C’è bisogno di una nuova leadership per salvare gli italiani da se stessi. Le riforme servono a creare maggiori opportunità di lavoro per i giovani che offrano carriere alternative alla mafia o all’emigrazione. Buona fortuna Signor Monti, buona fortuna Italia!!!
(http://theeuropean-magazine.com/522-casertano-stefano/523-italys-economic-challenges)