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venerdì 18 aprile 2014

Via Crucis

  


Padre mio, mi sono affezionato alla terra
quanto non avrei creduto.
È bella e terribile la terra.
Io ci sono nato quasi di nascosto,
ci sono cresciuto e fatto adulto
in un suo angolo quieto
tra gente povera, amabile e esecrabile.
Mi sono affezionato alle sue strade,
mi sono divenuti cari i poggi e gli uliveti,
le vigne, perfino i deserti.
È solo una stazione per il figlio Tuo la terra
ma ora mi addolora lasciarla
e perfino questi uomini e le loro occupazioni,
le loro case e i loro ricoveri
mi dà pena doverli abbandonare.
Il cuore umano è pieno di contraddizioni
ma neppure un istante mi sono allontanato da te.
Ti ho portato perfino dove sembrava che non fossi
o avessi dimenticato di essere stato.
La vita sulla terra è dolorosa,
ma è anche gioiosa: mi sovvengono
i piccoli dell’uomo, gli alberi e gli animali.
Mancano oggi qui su questo poggio che chiamano Calvario.
Congedarmi mi dà angoscia più del giusto.
Sono stato troppo uomo tra gli uomini o troppo poco?
Il terrestre l’ho fatto troppo mio o l’ho rifuggito?
La nostalgia di te è stata continua e forte,
tra non molto saremo ricongiunti nella sede eterna.
Padre, non giudicarlo
questo mio parlarti umano quasi delirante,
accoglilo come un desiderio d’amore,
non guardare alla sua insensatezza.
Sono venuto sulla terra per fare la tua volontà
eppure talvolta l’ho discussa.
Sii indulgente con la mia debolezza, te ne prego.
Quando saremo in cielo ricongiunti
sarà stata una prova grande
ed essa non si perde nella memoria dell’eternità.
Ma da questo stato umano d’abiezione
vengo ora a te, comprendimi, nella mia debolezza.
Mi afferrano, mi alzano alla croce piantata sulla collina,
ahi, Padre, mi inchiodano le mani e i piedi.
Qui termina veramente il cammino.
Il debito dell’iniquità è pagato all’iniquità.
Ma tu sai questo mistero. Tu solo.


Mario Luzi

8 commenti:

  1. "Il debito dell’iniquità è pagato all’iniquità."
    Quante volte ognuno di noi si fa questa domanda: perché Signore permetti l'ingiustizia come la morte di un innocente e permetti tante vittime della cattiveria umana.
    Vorrei avere la fede di Mario Luzi e poter dire: "Ma tu sai questo mistero. Tu solo."
    Buona Pasqua cara amica :)

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    1. Cara Nou, è un interrogativo che ci poniamo tutti, ma a quanto pare non troviamo una risposta....il male ed il bene sono opposti complementari!....certo la mano della cattiveria dovrebbe essere fermata prima che l'azione iniqua semini vittime innocenti, ma forse, dico forse, il pensiero maligno è più veloce dell'azione consequenziale, ma il mistero resta grande! Un abbraccio!

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  2. La trovo semplicemente fantastica...quanto l'essere umano ci leghi sempre più alle cose terrene , dubitando spesso di un altra vita, unica speranza in questo nostro breve tragitto
    E il Signore il Cristo figlio di Dio , ce ne dà una valida testimonianza in questa stupenda poesia!
    ++++++

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    1. Grazie del tuo pensiero cara Nella! Un abbraccio!

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  3. Non conoscevo questa poesia di Luzi e mi ha lasciato gelato come molte delle pagine dei fratelli Karamazov, continuamente oscillanti tra l'abisso della fede e l'abisso del dubbio. Grazie per averla proposta.

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    1. Dubbio versus Fede!!! cosa prevale? dipende dalle difficoltà che la vita ci pone davanti!!! Abisso e Cima!!!....ma scalando, picchettando e sospirando cerchiamo di arrivare in Cima!!! Saluti.

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  4. Forse gli esseri umani dovrebbero osservare le proprie azioni e quelle dei propri simili per trovare le risposte alle domande sull'iniquità!
    Un abbraccio e buon fine settimana!

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    1. Ci vuole tanta FORZA e LUCIdità di per trovare le risposte al male.
      Ricambio l'abbraccio, cara Sciarada!!

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